Scared sense

Cagliari, “Ritrovare il sacro per guarire dentro” – Seminario esperienziale il 9 febbraio 2019

Sabato 9 febbraio 2019

Nei tempi antichi, le persone vivevano a diretto contatto con la natura, in armonia con i suoi ritmi, consapevoli di essere parte di un insieme che percepivano pulsante di vita. L’uomo si sentiva fondamentalmente connesso agli altri, alla tribù e questa interconnessione si estendeva ad altri regni la cui sopravvivenza dipendeva dall’essere umano. Non c’era separazione tra uno spazio e un tempo dedicato al sacro e un altro dedicato alla quotidianità. La parola « sacro » deriva dalla  radice indoeuropea « sac »  che significa mettere insieme. Unità degli uomini con Dio e degli uomini con gli uomini. Nel corso dei secoli il profondo significato del sacro è stato perso, e templi e recinti sacri sono diventati il loro sostituto. Le loro mura hanno finito per cementare la separazione tra il sacro e il profano, limitando il primo ad alcuni eletti.Il sacro, questo senso di unità con la vita, è una nozione essenziale per l’equilibrio della nostra vita. La dispersione alla quale siamo sottoposti nella nostra vita quotidiana sempre più frenetica ci ha progressivamente allontanato dall’unione con noi stessi e con gli altri, portandoci sempre più verso la separazione, il timore dell’altro, la paura di noi stessi. 

È così facile vedere ciò che ci separa gli uni dagli altri, eppure basta cambiare la qualità del nostro sguardo sugli altri per vedere invece tutto ciò che ci avvicina e ci accomuna.
Ritrovare il sacro significa, soprattutto, ricordarci che non siamo un’isola deserta ma che tutto il nostro essere è un microcosmo che non può vivere separato dal macrocosmo che lo circonda. Siamo parte integrante del Divino e respiriamo assieme a Lui. Possiamo dimenticare il sacro, scordarselo tante volte, ma l’ondata di vita che ci attraversa e ci mantiene vivi è costantemente all’opera per ricordarci che il sacro si manifesta anche e soprattutto attraverso di noi, anche nei gesti più semplici della nostra vita quotidiana.

Attraverso alcuni esercizi cercheremo di ritrovare questo triplice senso di unità: con noi, con gli altri e con Dio. Cercheremo in particolare di:

  • Rimetterci al centro del nostro essere, nel nostro cuore perché se i nostri occhi impareranno a guardare attraverso il sole del nostro cuore anche le ombre scompariranno.
  • Imparare a essere presente agli altri e vederli non come penso che siano, ma come sono nella loro essenza. 
  • Ritrovare uno sguardo nuovo sul mondo che ci circonda per poterci meravigliarci del miracolo permanente della creazione.
Bernard Rouch

Nasce a Montpellier, Francia nel 1968. Ha conosciuto fin dalla primissima infanzia la filosofia spirituale indiana, trascorrendo molti periodi in monasteri tibetani. Fin dall’adolescenza ha sviluppato una grande sensibilità nell’approccio dei corpi sottili e delle realtà di tipo energetico e metafisico, frequentando il gruppo originale che ha riscoperto le Terapie Egizio-Essene. Ha completato i suoi studi conseguendo una laurea in Ingegneria presso l’Institut National des Sciences Appliquées di Tolosa e un Master all’Ecole Nationale Supérieure des Télécommunications di Parigi. Dal 1993 insegna a gruppi di allievi sempre più numerosi in varie città italiane e all’estero, in Francia, in Spagna, e in Québec, Canada.

La quota di partecipazione al seminario sarà definita tra poco
Per informazioni si prega di contattare:
Ilaria Montis
Cellulare: 3208492880
Email: [email protected]
Luogo: Associazione MaeStr’Ale, via S. Lucifero, 65 – 09125 Cagliari
Data: 9 febbraio 2019
Orario: 14:30 – 19:30


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